Post in evidenza

Decorazione a lustro a Pesaro

"LADECORAZIONE A LUSTRO A PESARO"   Articolo di Alberto Piccini Dedicato alla memoria di Paride Berardi ...

sabato 15 luglio 2017

CONFERENZA SULLA CARLINA - 24 GIUGNO 2017

Cari Amici,
da oggi potete vedere su Youtube i video del mio intervento nella conferenza tenutasi ad Acquapendente il giorno 24/06/2017 sulla Carlina.
La registrazione video integrale sarà postata sul blog "La Maiolica di Acquapendente" quanto prima.
Buona visione!

Link dei video: 



3 commenti:

  1. Cari Lettori, qui di seguito delle domande che mi sono arrivate in privato da parte dell'Ing. Giuseppe Ciacci, Presidente dell'ArcheoClub di Acquapendente:

    ciao Alberto;
    so che in questo periodo di vacanze estive, stai riposando al mare, 
    so anche che i tuoi studi non si fermano mai.
    Ti rivolgo quindi dei quesiti a riguardo della tua conferenza tenuta il 24 giugno passato
    ad Acquapendente dove hai illustrato le tue nuove teorie sulla "foglia gotica":

    1) la data (approssimativa) in cui è stata introdotta per la prima volta e dove
    2) quando parli di "Carciofo alla Aragonese" cosa intendi in particolare? (la foglia, il frutto o cosa?)
    3) ci sono differenze tra la foglia gotica pesarese e quella che attribuisci ad Acquapendente?
    4) i vari sottogruppi che Paride Berardi attribuisce alla produzione pesarese valgono anche per quella aquesiana?
    5) esistono esempi di oggetti con questo decoro realizzati su supporti ingobbiati?

    mi fermo qui per non abusare troppo del tuo tempo libero, anche se credo ti faccia piacere approfondire l'argomento
    un caro saluto
    Ciacci Giuseppe
    ArcheoAcquapendente       27/07/2017

    p.s.
    mi ero dimenticato di chiederti come hai rintracciato Nicola e Cristoforo Francioli ad Acquapendente?
    saluti a presto Ciacci.

    RispondiElimina
  2. Risposte alle domande dell’Ing. Giuseppe Ciacci in merito alle tematiche della mia Conferenza sulla “Carlina” del 24 Giugno 2017 tenutasi ad Acquapendente.
    Caro Giuseppe,
    inizio dalla tua ultima domanda, quella sui Francioli di Deruta:
    - Uno dei principi base della mia teoria sulla “Superbottega” è quella enunciata più volte su questo blog: non basta studiare i centri di produzione della Maiolica Rinascimentale Italiana, ma occorre ricostruire le storie personali e le carriere dei pittori su maiolica più importanti, quali ad esempio quelli di Pesaro, Ravenna, Acquapendente, Montelupo ed anche quelli minori come Deruta o Siena. Serve naturalmente trovare e studiare i documenti di archivio; inoltre è indispensabile fare una ricerca molto accurata e complicata sulle maioliche siglate o firmate. I due Francioli essendosi formati professionalmente nelle botteghe aquesiane, in contatto con i grandi figuli della “Superbottega” della fine del XV secolo, hanno ben presto capito che per tramandare la propria fama ai posteri occorreva firmare o siglare le loro maioliche più importanti. L’uso dei marchi economici inoltre, fenomeno tipico dei vascellari della Tuscia fin dal XIV scolo, aggiunge un pizzico di “marketing” alla vicenda.
    - Per quanto riguarda il “Co” invece sono partito dal famoso piatto della ex Coll.Pringsheim di Monaco, presentato anche alla mia Conferenza sulla “Carlina”, mentre per Cristoforo o Cristofano ho iniziato con il piede sbagliato confondendo la sua sigla XPR per Cristo de Rubeis.
    Ciò che mi stupisce di più di questa vicenda, è il comportamento degli studiosi di Deruta: sono stati avvertiti per tempo sul quando, sul luogo e sul tema della mia conferenza; ho sollecitato molte volte, per telefono, la loro presenza ad Acquapendente il 24 Giugno; ma non sono venuti nemmeno questa volta. Sono stati avvertiti via mail quando il video è stato postato su YouTube e sul mio blog e a distanza di 15 giorni non ci sono stati riscontri, domande, eventuali contestazioni sulle mie ipotesi sui Francioli; non reagisce più nemmeno il ceramista Patrizio Chiucchiù che fino a poco tempo fa interveniva con furore campanilistico sulla mia pagina Facebook.
    Continuano a snobbare i miei studi, a far finta di niente, a mettere la testa sotto terra come gli struzzi: non funziona più nel terzo millennio, nell’era di Internet, non si uccide con il silenzio Alberto Piccini, la verità storica alla fine emergerà ed è quella che predico da molti anni: il centro di produzione di Deruta e anche quello di Faenza sono sovrastimati dalla storiografia accademica tradizionale, ma rimangono a mio avviso a livello qualitativo ed artistico entrambi centri MINORI che replicano su vasta scala a distanza di qualche decennio la produzione ceramica rispettivamente di Acquapendente e Ravenna.

    RispondiElimina
  3. Rispondo di seguito alle tue domande sulla “foglia gotica”:
    - La data approssimata è 1450/60, nel pavimento Caracciolo a Napoli (opera dei Giunta di Acquapendente).
    - Ciò che ha pubblicato a suo tempo Paride Berardi sulla foglia gotica pesarese vale anche per Acquapendente.
    - Per quanto riguarda la “ingobbiata graffita” vi sono molti frammenti con la foglia ed in particolare un boccale e una grande fiasca da pellegrino sicuramente aquesiani e databili abbondantemente entro il XV secolo. A settembre, quando rientrerò a Milano, pubblicherò sul blog le foto di questi due importanti vasi.
    - Per il resto, ogni grande pittore su maiolica aquesiano della seconda metà del XV sec. ha un suo personale modo di dipingere la foglia gotica, lo fanno in modo realistico poiché conoscono molto bene l’erba Carlina operando a fianco degli aromatari locali. Invece per quanto concerne Pesaro, alla luce di ciò che è stato per adesso pubblicato, vi è un solo tipo di foglia pesarese ed è quella dipinta dal grande figulo Lorenzo di Pace - originario di S.Angelo in Lizzola - peraltro,a mio avviso, la più bella in assoluto.
    - Giuliana Gardelli e Paolo Piovaticci citando il documento di Leonardo Fedeli del 1518, scrivono ed elencano maioliche con decori “alla aragonese” oppure “aragonese e artichioccho” dove, a mio avviso, si deve intendere per aragonese la foglia gotica o meglio la foglia della Carlina visto che i vasi della famosa spezieria di Castelnuovo sono stati realizzati tutti ad Acquapendente ed invece per artichioccho si intendono le infiorescenze che spesso in detti vasi appaiono fra le foglie gotiche e sono spesso opera della fantasia del figulo oppure i frutti di rafia o il fiore di melograno.
    - Infine vorrei aggiungere che, a mio avviso, i Fedeli di Pesaro conoscevano sicuramente sia la famosa spezieria degli Aragonesi di Napoli, sia che a realizzarla erano stati i vascellari aquesiani, dati i rapporti molto frequenti tra i due centri.

    Spero di essere stato esaustivo nelle mie risposte e ti auguro buone ferie.

    Saluti,

    Alberto Piccini


    RispondiElimina